Una vittoria dalle tre “s”: sudata, sofferta, strameritata. Ma anche cercata e voluta. L’Atletico Gela batte il Pachino nella finale play-out del campionato regionale di Promozione, gir. D, e si guadagna la permanenza nel torneo anche nella prossima stagione agonistica. In un match assolutamente vietato ai deboli di cuore, i giallorossi hanno soverchiato gli sgambetti di una sorte avversa fino alla fine con una prestazione maiuscola sotto il profilo emotivo, sfoggiando grinta e determinazione non comuni quando il match sembrava propendere irreversibilmente alla compagine ospite. Di notevole sostegno i circa cinquecento tifosi che hanno incitato, fino al 120’ e poi durante i calci di rigore, Mezzasalma e compagni dalla tribuna del “Vincenzo Presti”. Mister Vella ha schierato la seguente formazione: Sciascia tra i pali; quartetto difensivo con Accomando e Maddiona sugli esterni, Rivecchio e M. Battaglia coppia centrale; centrocampo con Mezzasalma e Sammartino in cabina di regia, Retucci sulla destra e Greco a sinistra; duo d’attacco formato da Domicoli ed Ascia. In panchina Scordio, Caci, Sauna, Scudera, R. Battaglia, Manfrè ed Alferi. Dirige il match il sig. Cascone di Ragusa, coadiuvato dagli assistenti Peluso di Ragusa e Sicurella di Agrigento. Il primo sussulto si ha al 14’. Sammartino serve Mezzasalma che conclude in corsa, ma la mira non è delle migliori. Passa un minuto e Ascia tenta il gran gol con un delizioso sinistro che accarezza l’incrocio dei pali e va sul fondo. Il gol è nell’aria, ma lo firmano gli ospiti: cross di A. Iacono dalla sinistra, Maddiona tenta di sbrogliare la matassa ma devia nella propria porta alle spalle di Sciascia. Così, al 18’ il Pachino passa immeritatamente in vantaggio. L’Atletico accusa il colpo e non riesce a reagire con concretezza. Al 29’ Vella sostituisce Retucci con Scudera, dando a Mezzasalma la possibilità di agire in una posizione maggiormente offensiva. I giallorossi tornano a farsi vivi dalle parti dell’area ospite soltanto al 38’ con Greco, che mette in mezzo un pallone interessante deviato in angolo da un difensore del Pachino rischiando l’autogol. Ancora un’offensiva dalla corsia di destra al 43’, ma il cross di Accomando è bloccato in presa bassa dal portiere G. Modica. Termina il primo tempo sul punteggio di 1-0 in favore degli ospiti, sorpresi del loro stesso vantaggio. La ripresa vede i gelesi con un piglio diverso; seppur timidamente, la squadra giallorossa si fa sempre più presente nell’area avversaria costringendo il Pachino ad un’attenta fase difensiva. Già al 1’ ci prova Sammartino con un bel destro dalla distanza che sorvola la traversa; al 7’ cross al bacio di Mezzasalma per Domicoli, che angola troppo la conclusione aerea. Al 10’ Manfrè rileva Sammartino. L’Atletico preme sull’acceleratore, al 16’ Mezzasalma tenta l’incursione palla al piede nell’area ospite, un difensore intercetta la sfera con la mano e l’arbitro decreta il penalty. Dagli undici metri va Domicoli che scaglia il pallone sotto la traversa: è il gol del pareggio. Adesso l’Atletico ci crede e tenta di trovare il jolly del successo ma, incredibilmente, sono ancora gli ospiti ad andare in gol con Accarpio, che finalizza un contropiede avviato dalla sinistra. Per la squadra aretusea la salvezza, a questo punto, sembra proprio dietro l’angolo. L’Atletico, dal canto suo, non riesce a costruire nessuna palla gol. Al 36’ R. Battaglia entra in campo al posto di Domicoli, tormentato dai crampi. Sembra davvero finita. Ma nello sport, principalmente nel calcio, nulla è impossibile. E così, a tre minuti dal novantesimo, arriva il segnale del destino. Un sussulto, un’invenzione sull’asse Mezzasalma-Ascia: Felice lascia partire dalla sinistra un cioccolatino per Davide che, con una splendida torsione, spedisce la sfera all’incrocio dei pali e regala il pari alla sua squadra. L’urlo di incredula gioia del “Presti” è quasi commovente, tutta la panchina entra in campo a festeggiare il gran gol. Ma non è finita: come una settimana prima, nello spareggio contro il Gravina, si va ai supplementari. I giallorossi vogliono chiudere subito la pratica: al 2’ del primo tempo supplementare Ascia conclude a botta sicura, ma la sfera viene ribattuta nei pressi della linea di porta. Un minuto dopo Mezzasalma salta anche il portiere e tira a porta sguarnita, ma a pochi centimetri dal gol Miceli devia in angolo. Colpo di testa di Scudera, ancora su assist di un ispirato Mezzasalma, al 4’, palla a lato di un niente. Al 12’ del secondo tempo supplementare Manfrè scaglia una bordata mancina che G. Modica respinge con i pugni. E’ l’ultima azione di una partita intensissima. Si va ai rigori. Ascia, Scudera, Accomando e Maddiona sono perfetti; la sfida tra i due portieri è vinta da Sciascia che ipnotizza il collega del Pachino improvvisatosi primo rigorista. L’ultimo tiro dal dischetto è di Manfrè. Palla in rete. E, sulle note di “I will survive” nella versione targata Hermes House Band, esplode la festa giallorossa. Domenico Russello